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Impronte verdi, storie di imprenditori green: Blife

Impronte verdi storie di imprenditori green Blife 767x767

Mi licenzio, apro un’azienda bio, riassumo i miei ex-colleghi licenziati e vivo serena. (con un fatturato sopra ogni aspettativa).

Quella che state per leggere è una storia bella, di quelle storie che fanno bene e da cui ognuno ha qualcosa da imparare,- una storia che se condivisa, può essere di ispirazione per tanti; la protagonista è una squadra di dieci trentenni che ha saputo reagire con positività a un licenziamento collettivo inaspettato, aprendo un’azienda con la mission di diffondere la cultura di una sana alimentazione biologica e di un corretto stile di vita,- Blife.

Ogni squadra che si rispetti ha il suo capitano, team come questi, che hanno sia il rispetto sia la stima hanno un capitano speciale.

Manuela Benedetti ha trentatré anni, vive nel viterbese ed è l’unica a non essere stata licenziata del reparto di cui era manager. Il 14 luglio 2016 la vita le ha presentato un bivio: mantengo il mio lavoro sicuro con un ottimo stipendio o scelgo l’incertezza per seguire la mia etica?

Martha Medeiros, poetessa brasiliana, ha scritto “lentamente muore chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno”. Manuela ha scelto di vivere in pieno e la sua decisione è stata già premiata con una previsione di fatturato di 900.000€.

Abbiamo intervistato Manuela Benedetti e le sue socie, la sorella Valentina e Alessia Testa, nella sede di Viterbo di Blife. Già entrando nello stabile si respira un ambiente piacevole e rilassato, con musica in sottofondo; una volta accolto con sorrisi dagli addetti a inscatolare le loro famose box bio di prodotti biologici, vengo portato nell’ufficio delle ragazze. Manuela è impegnata con un fornitore e ho la fortuna di poterle osservare mentre lavorano. Nella stanza sono in 5, un ambiente molto piacevole e familiare con una cucina in fondo e festoni e palloncini a testimoniare un compleanno appena festeggiato.

Manuela spicca subito per il suo modo di fare tanto determinato e deciso quanto amichevole; le altre ragazze e l’unico ragazzo, oltre a sembrare rilassati come in un’aula studio universitaria, non sono minimamente distratti dal via vai di persone e continuano a lavorare senza però mai negare un sorriso a nessuno.

Non faccio neanche in tempo a fare la prima domanda, che Manuela già inizia a raccontarmi di lei e, soprattutto, di loro: la squadra con cui non smette di condividere i meriti nel corso di tutta l’intervista.

Manuela: “Lavoro nel bio da quasi 11 anni, subito dopo la laurea come traduttrice e interprete ho iniziato nell’import/export di prodotti biologici. Piano piano ho conosciuto sempre più questo settore che mi ha appassionato dall’inizio, costruendo una squadra che rappresenta il vero know how. Io ho solo innescato il tutto, poi sono stati loro: la passione l’abbiamo sempre messa tutti, lavorando sodo con tutti noi stessi.

Il 14 luglio 2016 poi, all’improvviso, la vita mi ha presentato un bivio. Mi sono trovata in cerchio con i miei colleghi alla notizia del licenziamento di tutti e 10, tranne me, con 15 giorni di preavviso.

Mi ricordo Ilaria che aveva pagato la vacanza, chi faceva 30 anni, chi piangeva, chi era arrabbiato, chi non ci credeva, chi diceva non molliamo...ho visto tutte le emozioni più estreme. In quella situazione, tra l’assurdo e il surreale, tutti mi hanno guardato, come a dire: e ora che si fa?

Io ero confermata, guadagnavo bene, loro sarebbero potuti ripartire perchè bravissimi, ma senza il loro allenatore. Avevo due possibilità: continuare a fare quello che facevo e la mia stabilità economica o scegliere di ripartire da zero.”

Sono scelte di vita importanti. Manuela quel posto e l’ottimo stipendio, infatti, se li era sudati: una lunga gavetta, mai raccomandazioni, lavoro fino a tardi, tanta fatica, periodi all’estero. Un continuo mettersi alla prova fuori dalla sua comfort zone.

“Quando ho avuto quella comunicazione non c’era più la busta paga, c’era l’etica, le persone. Mi sono presa 15 giorni sabbatici ma dentro di me c’era già qualcosa. Chi fa biologico deve avere una certa etica, c’è un parallelismo tra biologico ed etica, tra il modo di essere e l’anima. Ho dovuto cambiare molte cose della mia vita, passare da uno stipendio molto alto a zero; ho investito tutti i soldi che avevo messo via in 10 anni, assumendo da subito le persone con dei contratti regolari senza sapere quanto avessimo fatturato, ma non potevo lasciare nessuno di loro a casa. Sono l’anima della squadra, con tutti i rischi annessi e connessi tutti dovevano entrare a farne parte.”

Una costante di quei giorni di totale confusione e problemi, in cui vivevano giorno per giorno senza alcuna certezza, è stata la presenza di quella che le ragazze definiscono la chicca positiva, che le faceva capire che il loro sogno doveva prendere forma. Tutto sembrava incastrarsi in modo formidabile, come l’inaspettata notizia della vincita del bando donna forza 8 per per l’imprenditoria femminile. Manuela, la sorella e Alessia avevano partecipato lo scorso anno all’ultimo minuto, quasi per gioco, lavorando fino alle 3 del mattino per sviluppare la loro idea in meno di una settimana, che si è classificata ottava su più di 500 progetti. Un’emozione così forte da non riuscire a capire al telefono se avessero vinto un premio o il fondo perduto.

“Abbiamo detto noi ripartiamo, noi ripartiamo a settembre. E così, come delle folli, siamo riuscite con tanta cocciutaggine, determinazione, curiosità e desiderio di emergere a ottenere le certificazioni in 15 giorni ad agosto”, racconta Manuela entusiasta, indicando una collega ed esclamando “lei si è fatta un mazzo così."

“Abbiamo attirato in quel momento tutte persone disposte ad aiutarci: banca, commercialista, fornitori, certificazione, ragazzi della sicurezza… Sapendo adattarci al cambiamento tutti i giorni, risolvendo i problemi quotidiani, con una squadra che fa paura e una srls, con capitale sociale di 100€, siamo stati dal primo mese in utile.

Il messaggio che deve passare in queste situazioni è che nulla è impossibile se nella vita facciamo le scelte giuste.”

Da questo punto dell’intervista in poi, Manuela ha smesso di raccontare e ha iniziato a raccontarsi, svelando una maturità frutto di tanta esperienza e tenacia.

“Io ho fatto delle scelte, a volte anche incomprensibile all’esterno, ma io sapevo la mia idea, dove volevo andare. La strada ce la scegliamo noi tutti i giorni, va seguito un filo con problemi, difficoltà, licenziamenti… non bisogna dare la precedenza a quella più facile e cambiare spesso. A 33 anni ti fai due conti e dici oggi che faccio, mi licenzio o non mi licenzio, perché devo essere vittima del fallimento di qualcun altro? O oggi o mai più. Non so se sono sogni o ideali, ma quello in cui credevo si è realizzato”

Prima di salutarmi per tornare a lavoro, si raccomanda che l’intervista evidenzi quello che fanno, non lei.

“Seguiamo persone che stanno male, devono seguire diete particolari, bambini piccoli. Abbiamo una missione, non è uno scherzo.”

La Boutique del Biologico è un progetto Blife che prevede la possibilità di acquistare online i prodotti biologici ricevendoli a casa oppure di “sceglierli con mano” presso i punti vendita La Boutique del Biologico in cui sia il cliente esperto che quello intenzionato ad avvicinarsi lentamente a questo mondo, possano sentirsi a casa.

Il servizio copre Roma, Viterbo e provincia e parte dell’Umbria e nella capitale, le consegne vengono fatte in bici. Più ecologico e anche più veloce e comodo, sia per tempi e ZTL che per la riduzione dei costi. Le ragazze, infatti, scherzano sul fatto che sia bio, non oro e per questo lavorano continuamente in un’ottica di ottimizzazione del prezzo e di ricerca della qualità. L’importanza della ricerca e dello sviluppo, a cui Manuela tiene molto, portano a una selezione di prodotti e produttori molto accurata.

“E’ un percorso che ci viene naturale”, ci spiega Valentina. “Per diffondere la cultura di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita, ogni prodotto è correlato da una scheda con una ricetta, il living chef. Sia sul sito, sia nelle boutique del biologico, a Piazza Irnerio a Roma e da maggio a Viterbo, con scaffali parlanti con tablet che raccontano la storia del prodotto.”

L'altro obiettivo dell'azienda è quello di creare un ambiente lavorativo frizzante, in cui tutti possano sentirsi importanti e parte integrante di un progetto in rapida espansione, condizioni fondamentali per creare qualcosa di grande che possa durare nel tempo.

Il sito di Blife, dove si può anche ordinare è www.laboutiquedelbiologico.it


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