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Impronte verdi, storie di imprenditori green: Le Cose Buone

Impronte verdi storie di imprenditori green Le Cose Buone 767x767

Viaggiare d’estate non è poi un’idea così originale, ma spesso tra ferie e vacanze non c’è altra scelta. Non che ci sia qualcosa di male, sia chiaro, ma ritrovarsi nello stesso luogo accalcati con altre migliaia di persone può essere quantomeno antipatico.

Una soluzione che sempre più turisti stanno scegliendo in Italia è quella di noleggiare un auto, a basso impatto ambientale come la flotta di Green Motion è meglio, per esplorare città o paesi poco conosciuti ma non per questo meno interessanti, anzi…

Un territorio che è meglio visitare subito, prima che la sua crescente popolarità mini la sua autenticità, è la Tuscia: Viterbo e provincia, incastonate tra Roma e la Toscana, custodiscono paesaggi naturali con un alto tasso di biodiversità esaltati da millenni di importanti testimonianze artistiche. In meno di un’ora si può spaziare dal mare ai laghi (tra cui Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa), visitando prima le tombe etrusche patrimonio dell’Unesco e poi Palazzo Farnese, capolavoro dell’architettura manierista.

Immancabili, in un tour nella zona, le tappe nella pittoresca Civita di Bagnoregio e nel capoluogo Viterbo, che detiene il record di quartiere medievale più grande del mondo.

E’ proprio in queste mura antiche, che ha deciso di iniziare la sua nuova vita Renée Abou Jaoudé: imprenditore green del mese.

La sua attività si chiama Le Cose Buone ed è stata definita qualche giorno fa dal Gambero Rosso “la migliore e la più particolare pasticceria della cittadina”.

Come le cose più belle della vita non è facilissima da trovare, ma quando si entra nel giusto vicoletto e ci si arriva si ha un’immediata sensazione di benessere. Merito dell’ambiente semplice ma mai banale, elegante e accogliente allo stesso tempo, dove dolci, biscotti, sfizi salati e conserve convivono con le esposizioni di artisti locali che si alternano alle pareti.

Il km 0, infatti, per Renée è una missione da molto prima che diventasse un trend: la sua pasticceria è stata una pioniera in città nell’offerta di prodotti con una particolare attenzione all’ecosostenibilità. Qui tutto, o quasi, proviene da aziende del territorio e nei rari casi in cui non è possibile si cerca un partner che sposi la filosofia aziendale. Il cacao, ad esempio, è Domori, brand attento a retribuire in modo giusto i produttori e impegnato a convertire zone di coltivazione di coca in colture di cacao…

Le Cose buone è molto più di un semplice negozio di dolci, al suo interno Renée organizza molti eventi, dalle giornate dedicate alla cucina libanese a workshop con illustratori, passando per settimane che ospitano nel cortile interno serre di farfalle fino a corsi di cucina. Quando possibile, accoglie rifugiati nel suo laboratorio, insegnando loro un mestiere e mettendo in pratica la sua idea di integrazione.

Tanta bontà d’animo si riflette irreversibilmente nella produzione: il sapore dei dolci è così intenso ed equilibrato che sembra vibrare nel palato e le lavorazioni artigianali fanno sì che ogni morso sia fatto alla propria Madeleine di Proust. Che sia una cheese cake, una passione al caramello (base di frolla al cacao con ganache di cioccolato fondente e cuore di caramello salato), un croissant al burro o un biscotto gelato il risultato è sempre lo stesso: commovente.

Pur rischiando un vero e proprio attentato alla prova costume, abbiamo intervistato Renée, per scoprire tutta la magia dietro tanta dolcezza, che abbiamo scoperto essere una caratteristica dominante del suo carattere.

D: “Renèe, come sei arrivata dal Libano a Viterbo?”

Sono nata in Italia nel 1982, da papà libanese e mamma romana. All’età di undici anni mi sono trasferita a Beirut, dove sono rimasta fino al 1999. Tornata in Italia, ho terminato il liceo a Roma e sono approdata a Viterbo nel 2001, dove mi sono iscritta alla facoltà di agraria. Ho conseguito la laurea magistrale in scienze forestali nel 2007 e, nel 2010, il dottorato di ricerca in ecologia forestale. Nel 2012 ho trascorso un anno all’università di Sassari. Ma mi mancava Viterbo, la mia casa. Così sono tornata.

D: “Cosa ti ha spinto a lasciare la ricerca universitaria per aprire una pasticceria?”

L’amore. La voglia di cambiamento. La fantasia. La famiglia. La campagna. Vi sembra folle? Forse un pò lo è.

D: “Qual è la missione de Le Cose buone?”

Rendere felice il prossimo: dal consumatore di cose buone, che addenta ciò che abbiamo realizzato in cucina, al produttore della materia prima, che vede il suo lavoro apprezzato e valorizzato, al territorio, che trova una sua identità nei prodotti che facciamo e non è più, quindi, legato ad una singola ricetta tradizionale ma ad un insieme di ingredienti locali, all’ambiente più in generale, grazie al ridotto impatto delle nostre produzioni, legato alla minore distanza che devono percorrere gli ingredienti prima di essere trasformati.

D: “Quanto ha influito il tuo background scientifico e cosmopolita nella tua attività?

Molto. E’ stato immediato passare dal laboratorio scientifico a quello di cucina, grazie anche alla pasticceria che considero, sotto tutti i punti di vista, una scienza esatta. In realtà, non ho mai smesso di sentirmi ricercatrice. Ora, ad esempio, sto approfondendo lo studio dei singoli ingredienti che compongono una ricetta: dalle loro caratteristiche chimico-fisiche al loro comportamento quando vengono miscelati ad altri composti o sottoposti a determinate condizioni di temperatura o pressione. Essere entrata in contatto con culture diverse mi ha inoltre permesso di conoscere ingredienti, sapori e abbinamenti che non avrei mai potuto scoprire altrimenti. Credo che la quantità di nozioni che si possono imparare da una persona di una cultura diversa dalla nostra sia direttamente proporzionale alla distanza che esiste tra le due. La chiave è, come sempre, unire le forze.

D: “Ci sono novità in vista?”

Le novità, nella nostra attività, sono all’ordine del giorno. Ci sono molti sogni nel cassetto: dalla collaborazione con il mondo della ricerca e delle tecnologie alimentari, ai corsi di pasticceria, all’avviamento di una produzione di biscotteria su più larga scala, alla pubblicazione di un libro di ricette analizzate da un punto di vista scientifico, alla vendita online, al viaggiare e fare nuove esperienze. In generale, stiamo cercando di aprire la finestra al mondo esterno, tenendo come base il laboratorio a Viterbo.

Per maggiori informazioni questo è il sito internet de Le cose Buone: www.lecosebuone.eu e questa la pagina Facebook www.fb.com/lecosebuoneviterbo/

Buona visita e buon appetito!


Fiocco verde in casa Green Motion: da oggi siamo presenti anche a Firenze

Trapani, ci risiamo!